sabato 7 luglio 2012


MONTI TAGLIA

L’altro ieri, quando i giornali hanno riportato la notizia che, in mezzo ai tagli impietosi su giustizia, sanità, scuola e ministeri vari, il Governo si apprestava a fare un grazioso dono di 200 milioni di sussidio alle scuole private, vi giuro, mi ha preso un moto di rabbia. Ho detto: Monti stavolta non lo sostengo proprio, è una roba incivile. Scuola privata in Italia significa “preti” e privare la scuola pubblica di fondi per la scuola privata mi sembrava un vero delitto. Mi sono detto: anche lui vittima del ricatto pretesco. Non c’è soluzione in Italia, bisogna mandare il Vaticano sull’isola di Giannutri come proponeva un anticlericale dell’800. 

Oggi leggo che questa decisione è rientrata, forse era solo una mossa dei clericali presenti nel Governo. Meglio così. La spending rewiew è una mano santa, ci voleva. Ma ha un rischio: tagli indiscriminati, falcidia dei servizi sociali, diminuzione dell’assistenza ai bisognosi, insomma una sforbiciata al welfare.

Perché una mano santa? Perché nei secoli (negli anni dei governi democristiani e assimilati) i ministeri e gli enti locali e le assistenze statali sono stati il mezzo di costruire il consenso, di distribuire posti i lavoro inutili, di assicurare carriere a persone raccomandate. Si sapeva benissimo, p.e. che le Poste erano appannaggio, terreno di conquista di un sindacato, mentre altri enti di un altro sindacato. Così i posti statali si sono moltiplicati a dismisura, le funzioni sono aumentate senza freno, i privilegi distribuiti a pioggia. Era ora di metter mano a una ripulita. Le persone, se incolpevoli, vanno salvate, ma la struttura va riformata.

La cosa che mi piace di più è l’abolizione delle piccole province e criteri chiari per l’ente locale intermedio (350.000 abistanti, una certa estensione territoriale). Si torna indietro, alcune province erano state appena istituite con spese folli e megalomanie  faraoniche (leggete quel che è successo ad Andria, Barletta, Trani). Si torna indietro e si risana. Per me le province potevano essere abolite e le loro funzioni assorbite dalle regioni con un coordinamento territoriale dei comuni. Bene le aree metropolitane: sono territori da gestire. Si potrebbe proporre anche a Monti di unificare i comuni fino a un minimo di 5000/10000 abitanti. A che servono amministrazioni con 100, 300 abitanti? Non hanno i mezzi per risolvere i loro problemi, è una parcellizzazione  del tutto inutile. Ma del tutto illusorio attendere che il processo avvenga da sé. Le resistenze campanilistiche impediscono qualsiasi cosa, ma, ragazzi, guardiamo in avanti, siamo in  Europa!

Ma l’opera più grande che ci si attende da questo governo, prima che i partiti riprendano il sopravvento e ricominci la spartizione, è la dismissione del patrimonio pubblico inutile o sottoutilizzato o affittato a 4 lire. E’ tanto ingente da permetterci, se l’affare è ben gestito, di tagliare del 50% il nostro debito pubblico immediatamente, senza altre imposte e balzelli.  
E’ un’operazione delicata, ci sono interessi che remano contro, ci sono patrimoni da non svendere, ma da salvare, valorizzare, trasformare in fonte di reddito per lo Stato.  Qui occorre una task force di uomini competenti e incorruttibili che facciano un serio inventario in fretta e sappiano discriminare e vagliare. Ce la farà Monti? Ce lo auguriamo. Come ci auguriamo che Monti ascolti chi gli suggerisce di disdire la fornitura di quei famosi aerei militari da 12/13 miliardi. Una botta di respiro non da ridere, anche perché gli F 35 non ci servono per niente. Quante carrozzine in più e quante TAC per gli ospedali?

Molte sono le proteste. I sindacati sono già sul piede di guerra per gli statali. Giusto chiedere che non si faccia un’inutile macelleria. Ma dopo che si è accettata la riforma pensionistica senza proteste di piazza, sarà possibile una mobilitazione per gli statali?

Insomma non vedo terminato ancora il periodo transitorio Monti. Temo che le elezioni ci ributtino indietro, spero di no, non dovrebbe esser così.  E vorrei che il Governo a seguire si faccia carico sì di rimediare ad alcuni vistosi buchi, soprattutto nel campo dell’equità, ma si capaciti che l’Italia si stabilizzerà definitivamente solo se le riforme intraprese saranno portate avanti con coraggio.

Amoproust, 7 luglio 2012







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